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TRASFERTA A NOCERA UMBRA
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Anche se ormai viviamo a Milano per motivi di studio, io e Vincenzo non abbiamo dimenticato il nostro passato e il gruppo delle Teste Matte che fondammo con Alessandro (anche lui lontano da San Vito oggi); abbiamo, quindi, deciso d’istinto di prendere parte a questa trasferta per far sentire alla nostra città che la abbiamo sempre nel cuore,e non solo quando siamo giù in vacanza e riusciamo a seguire qualche partita in casa. Ma passiamo alla cronaca dei fatti…La nostra avventura è cominciata Venerdì sera, quando mi recai a casa di Vincenzo per dormire da lui, in modo da ottimizzare i tempi per la partenza il mattino dopo. E le premesse non sono delle migliori, visto che per lavarmi i denti ho utilizzato la sua schiuma da barba, ma comunque… sveglia prestissimo, un caffettino e poi via, si esce di casa alle 04.17, rigorosamente con già addosso le nostre magliette che avevamo anche a Catania. Col sonno che ancora annebbiava le nostre menti, ci incamminiamo lungo il Naviglio Pavese (che in quella atmosfera così tranquilla, che Milano offre solo in quelle ore, sembrava emanare “amore”, come disse Vincenzo non si sa in preda a quali deliri),  per raggiungere la stazione di Porta Genova. Qui abbiamo atteso fino alle 5, e poi abbiamo preso un tram per la stazione centrale. Una volta arrivati, visto che il treno per Ancona lo avevamo alle 06.05, abbiamo fatto passare il tempo iniziando a scattare foto e chiedendoci se all’uomo che lavava i vetri alle locomotive, il guidatore desse poi un euro… una volta partiti, il viaggio è trascorso, forse per l’emozione della trasferta, più  parlando che dormendo!!

 

 
 

 
 

 

Intanto alle 9 partivano da San Vito i due pullman, con cui eravamo in stretto contatto.  Siamo arrivati ad Ancona verso le 11 e qui, visto che la  coincidenza per Nocera Umbra era dopo un’ora e mezza, abbiamo pensato a riempire lo stomaco il più possibile ( i miei 6 toast parlano chiaro). Il tempo, comunque, è passato in fretta, e infatti alle 12:20 eravamo già in movimento sull’altro treno.. stavolta invece siamo riusciti a dormire un po’, circondati da un paesaggio veramente stupendo (stavamo tagliando le Marche e l’Umbria, il cuore dell’Italia insomma..)…dopo tante fermate per i paesini più sperduti, finalmente, alle due e mezza, il fatidico sbarco a Nocera Umbra!!! C’è da premettere, però, che la stazioncina (in pianura) distava almeno 3 km dal paese (arroccato su un colle), e che la navetta comunale era già passata…che fare??? Zaini in spalla, e sotto un sole cocente, ci siamo incamminati a piedi.. per fortuna ci è venuto a salvare Raffaele che, avvisato del nostro arrivo, è venuto a “raccoglierci” con un auto!!!! Nocera è il classico paesino in collina: poche strade, molti bar, tanti anziani a giocare a carte, e una tranquillità assoluta.. e così è passato anche il nostro pomeriggio, seduti ai tavolini dell’albergo della squadra in attesa dei pullman da San Vito…

 

finalmente, verso le sei e qualcosa, ci comunicano che erano quasi arrivati, e allora raggiungiamo il piazzale del palazzetto (poco distante dall’albergo): l’incontro è fantastico: baci, abbracci, cori, sembrava di essere tornati a casa!!!! Il morale è a mille, il gruppo al gran completo: e così si va tutti insieme all’albergo delle giocatrici (il palazzetto avrebbe aperto non molto prima dell’inizio della partita, previsto per le 21), anche se qualcuno (noi e i mitici Gabriele, Alessandro, Antonio ed Elena ed Alberto) ha preferito passare da un supermercato per fare scorte “liquide”.. tra battute, risate, scherzi e cori, finalmente scendono le giocatrici per raggiungere il pullman, e allora ci incamminiamo anche noi, in tanti gruppetti, verso il palazzetto. Un corteo meraviglioso, praticamente cantavamo un coro dopo l’altro lungo le vie del paese, sotto gli sguardi increduli dei locali!!! Nell’attesa dell’apertura dei cancelli, c’è chi tira due colpi a un pallone, c’è chi prepara striscioni (il buon Rocco), c’è chi torna al supermercato (noi): altra spesa e altro sforzo vocale non stop (ricordo che cantammo anche “Nu sittaturu”..che momenti!!). Ma ormai è giunta l’ora: tutti dentro la nostra tribuna per sistemare l’attrezzatura. Risolti i primi problemi (c’era infatti chi voleva mettere 4 tamburi invece che 2, ma poi così la voce si sarebbe sentita poco), inizia la partita: come al solito non mi soffermo più di tanto sull’aspetto tecnico, anche perché son stato quasi interamente di spalle a chiamare i cori, ma preferisco parlare del tifo: è stata una cosa FENOMENALE, cantavano tutti e squarciagola e non stop, da questo punto di vista devo veramente fare i complimenti a tutti perché tutti hanno dato l’anima!!!

 
 

 

 

C’era anche chi, di età piuttosto avanzata, tentava di “rubarci il mestiere” e chiamare cori anche lui, ma per fortuna non è stato molto seguito.. quando si capirà che siamo una cosa autonoma e non un “giocattolino”, che basta alzarsi e chiamare un coro  per pensare di poterci controllare?? Detto questo, la partita purtroppo è finita con una sconfitta (3-1), sembrava quasi si fosse ripetuta la maledizione di Catania.. lacrime, sconforto, tristezza.. ma quando sono venute le giocatrici a ringraziarci sotto il nostro settore, abbiam capito che noi la nostra vittoria la avevamo comunque avuta, farsi 700 km ( e noi da Milano 550), per vedere i colori del San Vito giocare e sostenerli con tutta l’anima è qualcosa di impareggiabile. Smontato tutto quanto, all’uscita è tornata quindi un po’ di euforia e qualche coro, tra cui un “Tutti in Puglia alè” che ha riempito di tristezza me e Vincenzo.. personalmente devo dire che questa esperienza è stata a maggior ragione stupenda perché ci ha permesso, per un po’ di ore, di farci sentire a casa, tra la nostra gente.. e infatti il momento dei saluti è stato molto triste, in quanto le nostre strade si separavano e ci saremmo rivisti dopo almeno un mese: i pullman tornavano a San Vito mentre noi dovevamo attendere le 5 per prendere il treno regionale per Foligno e qui l’intercity per Milano alle sei meno un quarto.. per fortuna il maresciallo di Nocera, che doveva andare a Foligno, si è offerto di darci un passaggio, e a lui va tutta la nostra gratitudine per averci risparmiato la notte a Nocera…notte che è trascorsa, dopo una bella pizza all’una e mezza, sulle panchine della stazione di Foligno, con un occhio sempre mezzo aperto per evitare brutti incontri. E finalmente, dopo tutte quelle ore di “sofferenza” (le panchine erano di un legno durissimo), alle sei meno un quarto siam partiti. Viaggio di ritorno completamente fatto dormendo, come era prevedibile viste le 3 ore di sonno della notte precedente e tutta la stanchezza per il  viaggio e la partita. Noi siamo arrivati a Milano verso le 12, mentre i pullman di San Vito, che han viaggiato tutta la notte, sono arrivati a destinazione verso le 8. Cosa aggiungere in conclusione?? Un’esperienza che, seppur veramente stancante, è stata a mio parere unica (come certamente lo fu quella di Catania, di cui io e Vincenzo eravamo gli unici del gruppo presenti anche quella volta, se non sbaglio..), incontrare alcuni degli amici più cari in mezzo ai colli umbri è stato veramente fantastico. Infine, i ringraziamenti del presidente e le parole del mister (“non ci sono parole per descrivervi, se c’è stata una vittoria è stata sicuramente la vostra”) sono di conferma alla tesi che nessuno sforzo è compiuto invano per seguire i colori della nostra gloriosa e amata città. GRAZIE A DIO SIAM SANVITESI!!! Alla prossima
Dario

 

 
 

 
 



 

 


 
     
   
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